LUTTO E PAURA AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA

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“Festina Lente” Γ¨ un’ espressione latina attribuita all’ imperatore Augusto che, estrapolata dal contesto originario, quello militare, sembra essere perfettamente descrittiva della richiesta che viene fatta ai bambini che concludono il loro percorso alle elementari. Questa espressione Γ¨ traducibile con “affrettati con cautela”, e se la decliniamo attorno al momento del passaggio Γ¨ facile che l’ immagine che si crea assuma la forma di una specie di evacuazione fatta in punta di piedi: “affrettati” ci dice che non c’Γ¨ piΓΉ tempo, “con cautela” avvicina alla dimensione della fragilitΓ , e quindi delle conseguenze distruttive in caso di errore.
Sembra non esserci tempo, per questi bambini e bambine, di costruire uno spazio mentale che accolga lo strutturarsi del lutto e che possa funzionare da base per l’ elaborazione: conseguenza di questo Γ¨ che la paura diventa la tinta dominante nelle immagini di fantasia.
Avvicinandosi alla preadolescenza si struttura quello che viene definito pensiero operatorio formale, un pensiero ipotetico-deduttivo che apre alla possibilitΓ  di analisi combinatoria e quindi al pensare in termini di possibilitΓ , non piΓΉ solo sulla realtΓ  concreta: va da sΓ© che in un contesto doloroso e incerto gli esiti immaginati possano assumere sembianze catastrofiche.
I racconti dei bambini in merito alla separazione da quella che Γ¨ stata una seconda casa si intrecciano con la dimensione della paura, e la morte diventa immagine descrittiva del distacco – quello reale dalla scuola, e quello temuto in fantasia organizzato intorno all’ angoscia del perdere gli oggetti d’ amore.
Quando la paura diventa organizzatore psichico di un momento della vita, la conseguenza immediata Γ¨ la paralisi della spinta a esistere o l’ impetuoso “buttarsi” controfobicamente, entrambe modalitΓ  che ostacolano l’ integrazione degli affetti e l’ apprendimento dall’ esperienza.
La paura perΓ², quando riceve adeguato contenimento e viene accolta con empatia e tenerezza, puΓ² farsi promotrice dell’espressione di potenzialitΓ  creative per fronteggiarla: investire negli altri, condividere la propria esperienza, e immaginare percorsi alternativi per raggiungere i nuovi luoghi in cui i bambini sono attesi.