IL PESO DELLA NOIA NEL LUNGO CAMMINO PER DIVENTARE GRANDI
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Tra i banchi delle scuole secondarie di IΒ° non Γ¨ raro ascoltare preadolescenti che, nel raccontarsi, operano narrazioni in cui riportano lβincontro con lβesperienza della noia. Tale emozione viene spesso descritta dai ragazzi e dalle ragazze come qualcosa di estremamente pesante e doloroso, di difficile digestione, una condizione ricorrente in cui ci si sente particolarmente soli con sΓ© stessi e con i propri pensieri, in cui anche ciΓ² che Γ¨ sempre stato il miglior passatempo sembra risultare poco appetibile dinnanzi al potere di tale stato emotivo cosΓ¬ totalizzante.
Prima di compiere un processo – forse piΓΉ socio-culturale che educativo – di repulsione e lotta contro la noia, Γ¨ bene precisare come questi lunghi e frequenti momenti di staticitΓ psichica, in cui il preadolescente sembra non possedere una vera e propria meta, sono in realtΓ un passaggio obbligato nel processo di sviluppo, un ponte da attraversare per poter poi iniziare ad esplorare efficacemente i sapori e le novitΓ che popolano il nuovo mondo. Nelle classi spesso emerge come la noia sia associata alla solitudine: sono i momenti di noia quelli in cui ci si rende piΓΉ conto di essere soli, viene raccontata come una condizione che si vive a casa, dentro le mura della propria cameretta, ancorati ad oggetti e contesti che un tempo allietavano, ma che oggi sembrano ormai superati. CosΓ¬ lβex fanciullo ha perso interesse per il suo giocattolo e ciΓ² che resta Γ¨ un contenitore vuoto, sicuramente faticoso da tollerare, perΓ² fondamentale se non si intende quel vuoto come una chiusura, bensΓ¬ come incubatore di qualcosa di non ancora realizzato, ma che puΓ², che dovrebbe e che si realizzerΓ .